da Patrizia

GRAZIE

 

Non è facile dire a parole la sofferenza che prova una mamma che perde un figlio a dodici anni. Non so neanche se si possa parlare di sofferenza di madre o di padre dando una connotazione femminile o maschile al dolore.

C’è chi dice che perdere un figlio è un dolore che non ha eguali.  Ma cosa è più doloroso e chi soffre di più? Io davvero non lo so. Si può misurare il dolore?

Davanti a tanta sofferenza nel mondo, ho sempre pensato, e lo penso ancora, che ciascuno ha la sua, e che ciascuno la sente come la più pesante di tutte.

L’unica differenza sta nel credere o meno che Tu, Padre, esisti davvero, anche se sei invisibile ai nostri occhi, e il tuo disegno è vivere eternamente con noi, tuoi figli, in gioia e in pace, e che il male, qualsiasi esso sia, non lo hai creato Tu.

Ho costantemente sentito la Tua presenza nel  mio cuore e su ogni strada che ho percorso: sei stato Tu la mia forza nei momenti di stanchezza. Tue le parole di speranza che cancellavano i pensieri bui della notte, a Te ho gridato il mio dolore. Di Te gli parlavo, perche sapevo che solo Tu sei pace, speranza e forza nel cuore. A Te ho chiesto di intervenire con la Tua onnipotenza affinché la leucemia fosse sconfitta, coinvolgendo nella preghiera chiunque volesse farlo, anche il fratello che chiedeva di lavare i vetri al semaforo. Tutti, perché il grido fosse più forte.

…e il Tuo silenzio appariva sempre più profondo, e nel silenzio a volte con rabbia, a volte nel pianto, ma mai disperata, Ti ho chiesto perché ... Perché per alcuni intervieni, i miracoli li fai ancora, e per altri no… Cosa vuol dire per Te, allora, essere giusto ? Certamente  non lo merito… Ma non sei Tu che Ti sei fatto carne sei venuto a cercarci cosi come siamo, peccatori?

Forse ci sono situazioni in cui Tu, che conosci i nostri cuori e sei più intimo a noi di noi stessi, scegli di intervenire concretamente ed e altre in cui scegli di spogliarti della Tua Onnipotenza. E di stare lì, fermo, soffrendo in silenzio, fiducioso nei Tuoi figli, a guardare cosa viene fuori  da tanto dolore, da  sofferenze atroci e morte che non hai creato e  non hai risparmiato neanche a Tuo Figlio.  Il Tuo silenzio era un no.

Hai detto no anche a Lui, il Tuo figlio più bello e più grande nell’amore;  hai detto no anche a quella Madre, serva fedele, e Madre ineguagliabile, che, penso, anche lei  Ti avrà chiesto il miracolo incessantemente. 

Ci sono momenti in cui mi sembra quasi di afferrare quel perché… Quanto piccola è questa nostra mente che crede di poterTi contenere!

Forse il tuo obbiettivo di Padre per noi è sempre stato portarci, costi quel che costi, alla salvezza, alla vita eterna. Forse il Tuo star fermo, il Tuo lasciarci nella sofferenza più nera, quella nostra e dei nostri cari,  ancora più dura da accettare, è la potatura necessaria per spogliarci di tutto, e riportarci, nudi, alla nostra piccolezza, e bastonare il nostro delirio di falsa onnipotenza in cui colui che ci ha procurato quel male ci fa cadere in mille modi, rendendoci complici, spesso inconsapevoli, ma comunque complici di innumerevoli situazioni di morte.

La sofferenza ci rende nudi, inermi davanti a Te che nel silenzio, sottovoce, torni a chiederci “ Mi ami ancora ?” E non una ma tante volte. Proprio mentre  ti stiamo chiedendo con rabbia perché, Tu, timidamente, sottovoce rifai quella domanda che hai fatto a Pietro.

 “Mi ami tu?”  E accetti solo le richieste più utili al tuo scopo, darci la vita eterna,  perché è vero che il Tuo Spirito geme in noi e ci fa chiedere … Padre aumenta la mia fede… Padre donami la forza… Padre fa che io ti lodi anche adesso che… Padre sia fatta la Tua volontà…

…e  la fede arriva, e la serenità arriva… e la lode arriva… e, …. se ti basta la vita eterna, …non arriva il miracolo…

Non Ti importa di essere amato per la Tua Onnipotenza, e sai bene che ricevuto il miracolo siamo capaci di non tornare neanche indietro a dirti grazie. Non è il miracolo la salvezza, la vita eterna. Il miracolo è la soluzione per qualche anno ancora insieme. Ma Tu per noi vuoi di più : la vita eterna per tutti. La morte è un attimo. La vita in Te è eterna. Per tutti. Forse è questa la Tua giustizia.  … e non mi sembra poco. Ci accontenteremmo di molto meno.

Tu vuoi essere amato e non usato. Tu sei l’Onnipotente. Tu sei l’Onnipotente, ma non te ne importa niente di esserlo se questo non serve a darci la vita eterna.

L’unica salvezza eterna, gioia e pace eterna è abbandonarci sin d’ora a Te, stringendo i denti, da dignitosi protagonisti e non adolescenti immaturi che cercano la soddisfazione immediata di un bisogno sacrosanto, ma troppo poco rispetto a quello che hai preparato per noi. Tu vuoi essere sempre e per sempre nella nostra vita, perché Tu sei il solo di cui si possa dire che la vita non è vita senza di Te.

Mi hai detto no. Questa è la Tua libertà di Padre.

E la nostra libertà di figli sta nel decidere di amarTi ancora per quello che sei, o perderci e arrenderci al turbine degli eventi e alla prossima sofferenza che, ancora non vediamo, ma è lì che ci aspetta e ci è stata preparata, e non da Te. Illusione è credere che questa sia l’ultima, illusione è che capiti tutto a noi… Nessuno, guardiamoci bene intorno, ne è esente, e nessuno può sfuggire… Anche chi sembra che abbia tanti soldi e si goda la vita… Sfuggire è illusione. E godersi la vita è indurire la faccia e gioire e amare quello che ci viene ancora donato da Te, per il tempo che Tu vuoi, ancora quaggiù, e poi lassù per sempre. Con Te sin d’ora, con Te per sempre.

“Mi ami tu, ancora?”

Signore, io non posso dire di amarTi perché mi conosco e so quanto valgono le mie parole, ma posso dire Ti voglio bene ancora, anche se Stefano ormai è da qualche altra parte e in qualche altro modo che al momento non posso e non mi interessa di sapere, e io non potrò vederlo per un po’. So che lui ora sta bene e starà bene per sempre. E’ quello che desideravo da sempre. E’ quello per cui in questi anni ho moltiplicato e moltiplicherò i miei sforzi per legare i Tuoi figli a Te, Te che sei la nostra pace e la nostra gioia eterna.

Grazie perché so che hai pianto per Stefano quando stava male, grazie perché piangi con me quando piango perché lui non è più qui, grazie per la serenità e la pace che infondi nel mio cuore quando te la chiedo, grazie perché, quando mi allontano da te, mi lasci sola, “libera” di    pagare le conseguenze dei miei errori, ma sei sempre lì, pronto ad abbracciarmi quando, ferita, decido di tornare, qualsiasi sia l’errore che ho fatto, duro e tenero come un padre, fermo in ciò che è buono, ma pronto a ricominciare ad amarmi e ad avere fiducia in me con un solo obiettivo, costi quel che costi, la mia vita eterna.

Donami Padre di amarTi sempre di più, per la meraviglia che sei, di amare sempre di più la Tua libertà di essere quello che sei e vuoi essere per noi, così come Tu ami la nostra piccolezza e la nostra libertà di essere ciò che vogliamo…

Donami di amarti come Tu vuoi che io Ti ami … ho paura a dirlo, …costi quel che costi.  Anche se spesso cambio strada come Giona, e mi agito a vuoto, io quella vita eterna la voglio davvero, per me e per tutti quelli che ho incontrato e incontrerò sulla mia strada…. donami un cuore docile che sappia distinguere la Tua voce, donami una volontà ferrea che desideri e persegua solo ciò che Tu vuoi perché solo Tu conosci il vero bene.

Grazie, Stefano, perché sono stati 12 anni bellissimi. Quello che sarà posso solo immaginarlo, ma non importa.

Chiedo scusa se ho generato ancora qualche lacrima. Volevo ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicina nel cammino. Volevo balbettare un tentativo di risposta perché nessuno smetta mai per nessun motivo di amare quel Padre così grande che la nostra mente non può contenere, anche se non ci ha concesso quel miracolo che abbiamo tanto desiderato e per cui abbiamo tanto pregato insieme.

Stefano è già arrivato, adesso tocca a noi continuare il cammino con la sua stessa gioia di vivere, la spensieratezza e la gioia dei bambini, ma anche con la consapevolezza di uomini maturi, protagonisti nel cammino verso la salvezza eterna, nella misura in cui saremo servi docili capaci di essere solo mani, piedi, voce, occhi di Dio, mai dimentichi della nostra fragilità, che ci allontana dal Padre se non preghiamo.

 Patrizia